Come Verificare se un Olio Extravergine di Oliva è Biologico

Una Guida per i Nostri Clienti

Nel mondo degli oli extravergini di oliva, il termine “biologico” rappresenta una garanzia di qualità, rispetto per l’ambiente e attenzione alla salute. Scegliere un olio biologico significa optare per un prodotto ottenuto senza l’utilizzo di pesticidi o fertilizzanti chimici, lavorato con metodi naturali che preservano il gusto autentico delle olive e i loro benefici nutrizionali.

Ma come puoi verificare se un olio è veramente biologico? Ecco una guida pratica che ti aiuterà a fare scelte consapevoli e a scoprire l’autenticità di un olio extravergine di oliva.

1. Cerca il Logo Ufficiale dell’Agricoltura Biologica

Ogni olio extravergine di oliva biologico certificato deve riportare in etichetta il logo dell’agricoltura biologica dell’Unione Europea: una foglia formata da stelle bianche su uno sfondo verde. Questo marchio è la garanzia che il prodotto ha rispettato tutti i criteri stabiliti per l’agricoltura biologica.

2. Controlla la Certificazione

Accanto al logo, deve essere presente il codice dell’organismo di controllo, riconosciuto a livello nazionale, che ha certificato il prodotto come biologico. Nel caso dell’Italia, troverai codici come IT BIO 123, che indicano l’ente di certificazione specifico. Questo codice ti permette di risalire direttamente all’autorità che ha verificato l’intero processo produttivo.

3. Controlla se il produttore ha la Certificazione Biologica

Questa è a nostra  Certificazione Biologica Zeus

Ecco i passaggi per accettarsi se il Produttore è realmente in BIOLOGICO:

  1. Vai sul sito del Sistema Informativo Agricolo Nazionale SIAN
  2. Clicca su Servizi 
  3. Clicca su Consultazione
  4. Clicca su Elenco degli operatori Biologici  ed inserisci il codice di conferma richiesto
  5. Da qui potete ricercare tutti gli operatori biologici d’Italia, ricercando per Nome, P.IVA, per codice operatore ecc.

Il nostro codice operatore, come riportato in etichetta, è: 127834

La nostra P.IVA è: 01783950841

Buona consultazione

Olio di oliva un potente elisir di lunga vita

Polifenoli: sono sostanze antiossidanti che la natura ha messo a disposizione dell’oliva per proteggere i grassi in essa contenuti. A differenza di altri frutti, i grassi contenuti nell’oliva non sono contenuti nel seme, ma nella polpa del frutto. La polpa, esposta ad agenti esterni, acqua ed enzimi, si degrada rapidamente una volta che il frutto viene raccolto. I polifenoli hanno l’arduo compito di proteggere la struttura dei grassi in ambienti fortemente instabili, che si tratti della polpa dell’oliva o dell’acqua contenuta nelle nostre cellule. I polifenoli che ingeriamo con l’olio d’oliva dunque proteggono la membrana cellulare e garantiscono una possente difesa contro le malattie derivanti dall’invecchiamento cellulare, come tumori, malattie degenerative e perdita di funzioni cognitive. L’olio extravergine possiede inoltre una componente chiamata oleuropeina (polifenolo contenuto nelle olive) che favorisce l’aumento di insulina, capace di controllare il metabolismo e prevenire il diabete.

Vitamina E: anch’essa protettrice delle membrane cellulari è considerata la vitamina della bellezza. L’olio extravergine d’oliva ha un rapporto particolarmente equilibrato tra grassi ossidabili e vitamina E, decisamente superiore ad altri oli di semi. Non solo, la vitamina E presente nell’olio d’oliva è addirittura in eccesso e quindi biodisponibile per il corpo, tanto da svolgere anche una leggera attività antitrombotica, regolarizzare la produzione di ormoni  e i livelli di colesterolo nel sangue.

Quali proprietà deve avere un buon olio?

CONNOTATI ESSENZIALI: FRUTTATO, AMARO, PICCANTE
Fruttato, amaro e piccante sono le 3 proprietà organolettiche fondamentali che devono essere assolutamente presenti in un olio extravergine.
Senza uno o più di queste doti l’olio non potrebbe definirsi extravergine.
Ognuna di queste 3 virtù organolettiche può avere un valore leggero, medio o intenso. Se le tre caratteristiche hanno tutte diversa intensità o una prevale in maniera netta rispetto alle altre, l’olio non sempre potrebbe risultare molto piacevole al palato: ad esempio un olio con attributi di piccante e fruttato molto leggeri ma con attributo di amaro molto intenso.
Quando i tre attributi sono di pari intensità o comunque di intensità affine, l’olio si delinea equilibrato, armonico, e risulta solitamente più apprezzabile sia che i valori siano mediamente leggeri, medi, o intensi.
Amaro e piccante sono peculiarità preziose perché indicano oli con un alto contenuto di polifenoli, importantissimi sia per il prolungamento della conservabilità del prodotto, sia per le sue proprietà salutari.
I consumatori esperti ed i salutisti considerano migliore un olio fruttato intenso o fruttato medio. Ovvero, preferiscono un olio in cui i requisiti di fruttato, amaro e piccante sono di intensità media o intensa, in quanto valutano positivamente.

Come conservare al meglio il tuo olio?

I migliori contenitori per l’evo non sono, come si potrebbe pensare, quelli di terracotta, ma quelli in acciaio inox o in vetro opaco, che evitano l’ossidazione alla luce della clorofilla, responsabile del caratteristico colore verde. Inoltre, se è meglio privilegiare contenitori con il fondo e l’imboccatura più stretti rispetto al centro per ridurre il contatto con i residui che si depositano sul fondo e con l’aria, sono invece assolutamente da evitare quelli in materiale sintetico, perché trasmettono facilmente l’odore all’olio, rovinandone completamente la fragranza.

Perchè l’olio si chiama “extravergine”?

L’attributo “vergine” sta a indicare che il processo estrattivo viene effettuato esclusivamente con metodi meccanici, senza l’utilizzo di solventi, a differenza di molti olii di semi. Nella classificazione degli olii troviamo l’olio extravergine (con acidità inferiore allo 0,8%), l’olio vergine (con acidità fino al 2%) e l’olio lampante, che è non commestibile, molto acido e sgradevole al gusto e all’odore. Quest’ultimo termine deriva da “lampada”, perché veniva utilizzato nei lampioni per illuminare le strade. Il Salento, con il suo olio lampante, ha illuminato Londra per oltre cinquant’anni!

Resa Olio Alta o Bassa? Che cos’è la resa? Come si calcola?

La massima pubblicità per un frantoio sembrerebbe quella di assicurare ai clienti una resa alta, ma garantire una resa alta è un po’ come garantire il valore esatto della temperatura dell’aria ad una certa ora del giorno in un certo punto dello spazio…
Ma che cos’è la RESA? Molte persone non ne conoscono nemmeno la definizione e non sanno che essa è una funzione di moltissime variabili, suscettibili a loro volta di numerosi fattori, molti dei quali imprevedibili e incontrollabili. Partiamo dalla sua definizione:

RESA= (kg olio/kg oliva) x 100

ovvero, per ottenere il valore della resa basta dividere i chilogrammi di olio prodotto per la quantità di oliva (sempre in kg) molita, e poi farne la percentuale. Ovviamente, a parità di oliva raccolta, maggiore è la quantità di olio prodotto, maggiore è la resa.
La resa dipende, come già detto, da numerosi fattori, tra cui, per citarne alcuni:
-il grado di maturazione delle olive
-la varietà di oliva 🍈
-le condizioni climatiche/meteorologiche (temperature medie stagionali, piogge/siccità, …)☀️🌧❄️
– il tipo di terreno
-la concimazione💊🚜
-la carica della pianta🌳
– l’esposizione dell’oliveto
– il tipo di lavorazione che viene effettuata in frantoio ⚙️🌡

Sappiamo che se l’oliva è poco matura, quindi molto verde, la resa è minore, e che la resa aumenta all’aumentare del grado di maturazione del frutto📈
In realtà, la resa ha un limite superiore ben definito, dato, in primo luogo, dalla quantità massima di acidi grassi che si possono formare all’interno delle olive. Esistono poi un’infinità di condizioni al contorno che possono far oscillare tale valore massimo ⬆️⬇
L’insieme dei processi chimici che avvengono all’interno del frutto e che portano alla formazione di acidi grassi (ovvero, per dirla in parole povere, alla formazione dell’olio) viene chiamato “inolizione”.
Per semplicità, possiamo dire che l’inolizione dipende principalmente dal grado di maturazione dell’oliva: inizialmente essa aumenta al crescere del grado di maturazione, poi, raggiunge un valore massimo oltre il quale la formazione di acidi grassi si arresta, mentre prosegue il processo di maturazione.
Da questo punto in poi, A PARITA’ DI TUTTE LE ALTRE CONDIZIONI, la resa sarà massima.

Ogni anno ogni olivo è quindi in grado di produrre un certo quantitativo di acidi grassi che sono distribuiti ovviamente all’interno dei frutti. Ammettiamo ora che le nostre piante abbiano prodotto il massimo quantitativo possibile di acidi grassi/olio: ciò che a questo punto può variare è solo la quantità di acqua presente all’interno dei frutti, quindi il peso delle olive.
Ecco perché in assenza di piogge (come quest’anno) i valori della resa sono in media più alti ➕(14-15%): l’oliva si “asciuga”, perdendo parte dell’acqua naturalmente contenuta al suo interno, e diminuendo di conseguenza il proprio peso: riprendendo la formula, si vede come a parità di grado di inolizione/quantità di acidi grassi (numeratore costante), il denominatore diminuisce facendo aumentare il rapporto tra peso di olio e peso di olive, e quindi il valore della resa.
R⬆️= Kg OLIO/kg OLIVA⬇️

Non vi dovranno sorprendere valori di resa più bassi (tra il 6% e il 10%) a inizio di ottobre, quando l’oliva non ha ancora raggiunto il suo grado di maturazione/inolizione ottimale, o dopo piogge intense. Infatti, la pioggia reidrata il frutto, facendone aumentare il peso, ma, allo stesso tempo, poiché la quantità di molecole di acidi grassi è sempre la stessa , la resa è minore ➖
Ecco perché i nostri cari nonni mettevano l’oliva ad “asciugare” per giorni interi (una settimana) prima di portarla al frantoio: i frutti si disidratavano perdendo una parte di acqua, al frantoio si avevano così rese stratosferiche (18%)… ma anche oli terribilmente cattivi!

La maturazione non è un indicatore della sola inolizione, ma anche della quantità dei POLIFENOLI presenti all’interno dell’oliva.
Per complicarci ulteriormente la vita, la formazione dei polifenoli non va di pari passo con quella degli acidi grassi, o, meglio, i massimi dei due processi non coincidono, per cui, fissato un certo grado di maturazione📈📉, non possiamo assicurarci dalla raccolta delle olive sia la massima resa sia la massima quantità di polifenoli.

In definitiva: potremmo dire che il grado di maturazione ottimale è quello che permette di ottenere il giusto compromesso tra valore della resa e quantità di polifenoli.

In frantoio, a parità di tutte le condizioni sopra viste, il frantoiano potrebbe “barare” sulla resa aumentando ad esempio la temperatura dell’acqua di riscaldamento delle gramole, oltre il valore limite definito per il procedimento di estrazione “ a freddo”, che si attesta a circa 27-30°C. Il frantoiano dovrebbe pagare una bolletta del gas un po’ più salata, però farebbe contento il cliente ignorante che non sa (o a cui non interessa) che con temperature più alte si perdono i profumi e i sentori dell’olio, quindi la parte più poetica dell’olio.

In questi ultimi anni un altro fattore che incide sui valori della resa è la presenza della mosca delle olive, che costringe molti olivicoltori a una raccolta anticipata (maturazione/inolizione non completa), onde evitare la perdita dell’intero raccolto o l’insostenibile sapore “di verme” nel proprio olio. Purtroppo, botte piena e moglie ubriaca non si possono avere, quindi si paga lo scotto con rese leggermente inferiori.

Noi che NON SIAMO COMMERCIANTI💲 , ma APPASSI💚NATI di olio, predichiamo sempre la QUALITA’ sulla quantità, perché la qualità non è solo sinonimo di bontà, ma anche di salute: maturazione completa significa, sì, rese maggiori, ma anche quantitativi di polifenoli minori, quindi minor quantità di preziosi antiossidanti.
Il nostro motto è📢: meglio un bidone mezzo pieno di olio buono che un bidone pieno di olio cattivo!